La ricostruzione di Gaza e l’impegno del Board of Peace: Donald Trump si è esposto facendo ulteriore pressing su Hamas.
Il Board of Peace per Gaza ha visto nelle ultime ore l’Italia entrare a far parte per ora come “Paese osservatore”. Intanto, proprio in vista di nuovo futuro per la Striscia, Donald Trump ha annunciato via social alcune novità che riguardano l’impegno dei Paesi membri pari ad oltre 5 miliardi. Allo stesso tempo, anche con un evidente “pressing” di Netanyahu, il tycoon ha ribadito la necessità di un totale disarmo di Hamas.

Donald Trump e il Board of Peace per Gaza: la situazione
Alla riunione del Board of Peace del 19 febbraio a Washington verrà annunciato che “gli Stati membri hanno impegnato oltre 5 miliardi di dollari per gli sforzi umanitari e di ricostruzione di Gaza e hanno impegnato migliaia di persone nella Forza Internazionale di Stabilizzazione e nella Polizia Locale per mantenere la sicurezza e la pace per la popolazione di Gaza”. A renderlo noto è stato il presidente Usa Donald Trump su Truth. “Il Board of Peace si rivelerà l’organismo internazionale più importante della storia ed è per me un onore essere il suo presidente”, ha aggiunto ancora il numero uno americano.
Il disarmo di Hamas per Gaza
Un ruolo fondamentale per il futuro di Gaza lo avrà Hamas che dovrà disarmare completamente. In tale ottica, il presidente Trump ha spiegato: “Molto importante, Hamas deve mantenere il suo impegno per una piena e immediata smilitarizzazione“. E ancora: “Gli Stati membri hanno impegnato oltre 5 miliardi di dollari per gli sforzi umanitari e di ricostruzione di Gaza e hanno impegnato migliaia di persone nella Forza Internazionale di Stabilizzazione e nella Polizia Locale per mantenere la sicurezza e la pace per la popolazione di Gaza”.
In questa ottica il premier israeliano Netanyahu ha chiarito che smantellare Hamas significa rinunciare a tutte le armi, comprese quelle leggere come i fucili d’assalto, oltre alla distruzione dei tunnel e delle fabbriche di armamenti a Gaza. Stando al Times of Israel Netanyahu ha respinto l’idea di una smilitarizzazione parziale, sostenendo che le armi leggere sono quelle che causano più vittime.